1. A01.
Gli Occhi dell'imperatore
Sono azzurri, intensi, lontani.Laggiù, in terra di Puglia, guardano dagli spalti del castello verso settentrione, e la luce che emanano è richiamo d'amore e insieme comando. Occhi di imperatore: anche il segnale del cuore diventa imperativo in essi: dolce e voluttuoso, non ammette esitazioni.Bianca, in piedi tra i merli della torre ghibellina, guarda verso il meridione, nell'ora del tramonto, quando il sole valica il confine dell'orizzonte e copre il cielo di veli dorati. È il loro appuntamento di ogni sera, il loro incontro. Sull'onda dello sguardo la tensione d'amore unisce le loro menti, varcando i colli boscosi del Monferrato macchiati di vigne, i picchi di Appennino, le calde pianure del Tavoliere, e monti e valli, città turrite e umili villaggi, e tutto il vario mondo che si estende dalla Puglia al Monferrato.Bianca crede a questo incontro di ogni sera, e non si domanda neppure se veramente l'imperatore sia là, se per caso qualche impegno di Stato non lo trattenga nelle stanze severe e fredde del castello o una caccia lo trascini per i boschi del Vulture, o perché no? un amore cortigiano lo seppellisca tra le sete di un'alcova. Bianca non si chiede nulla, non vuole pensare né immaginare nulla.L'imperatore ha detto che sarebbe stato per tutta la vita, fino alla morte. E il suo sguardo esprimeva, insieme alla supplica amorosa, l'imperio che mai si disgiunge da tutto ciò che vuole un animo grande.Vivo pegno di questo amore è il ragazzo biondo con gli occhi azzurri, gli occhi degli Hohenstaufen, che hanno riflessi viola quando guardano nell'ombra, e sono trasparenti come acqua quando guardano nel sole. Non s'erano mai visti occhi così nel Monferrato.A quel pensiero Bianca distolse lo sguardo dal polo che lo attraeva, e guardò giù nella corte, dove Manfredi, il suo figliuolo biondo, giocava con Pelone, il grande cane bastardo che aveva raccolto un giorno sul ciglio di un fossato. E sorrise.
Ma c'erano i giorni di pioggia, i lunghi inverni settentrionali, con le nebbie e il gelo, i giorni senza luce e senza tramonto. Era difficile, allora, per Bianca spingere lo sguardo oltre i merli della torre, varcare col pensiero quella distanza infinita. Era difficile riuscire a credere, tener fede al giuramento con cui aveva risposto al giuramento dell'imperatore."Un giorno verrò a prenderti, – aveva detto l'imperatore, – o manderò qualcuno per condurti a me". Lo aveva detto lì su quella torre, prima di partire dal castello di Agliano, tanti anni prima. Quanti? Bianca guardò il suo ragazzo. Sedici anni prima, era stato.Sedici anni. E lei attendeva ancora che venisse a prenderla. Sapeva che sarebbe venuto, o avrebbe mandato qualcuno. Veniva talvolta un messaggero dell'imperatore, di solito un cavaliere tedesco che parlava una strana lingua, metà italiana metà straniera. Si fermava per recare uno scritto dell'imperatore e ripartiva verso settentrione. Accennava con la mano per indicare una terra lontana, e Bianca seguiva il suo segno, e pensava che l'imperatore invece stava dall'altra parte, verso il meridione.– Male, male, – diceva il cavaliere, – male che l'imperatore stia laggiù, in Puglia e in Sicilia: la sua terra è la Germania.Bianca ascoltava in silenzio, e pensava che anche quella era la sua terra, perché vi era nato.– I signori tedeschi attendono il loro imperatore, – continuava il cavaliere, – è il loro signore.
Bianca guardò in viso il cavaliere e disse: – Anche io lo attendo.
Quale dei seguenti complementi (evidenziati nel testo) non è un complemento di luogo?
2. A02.
Gli occhi dell'imperatore
Sono azzurri, intensi, lontani.Laggiù, in terra di Puglia, guardano dagli spalti del castello verso settentrione,
e la luce che emanano è richiamo d'amore e insieme comando. Occhi di imperatore: anche il segnale del cuore diventa imperativo in essi:
dolce e voluttuoso, non ammette esitazioni.Bianca, in piedi tra i merli della torre ghibellina, guarda verso il meridione, nell'ora del tramonto,
quando il sole valica il confine dell'orizzonte e copre il cielo di veli dorati. È il loro appuntamento di ogni sera, il loro incontro.
Sull'onda dello sguardo la tensione d'amore unisce le loro menti, varcando i colli boscosi del Monferrato macchiati di vigne, i picchi di Appennino,
le calde pianure del Tavoliere, e monti e valli, città turrite e umili villaggi, e tutto il vario mondo che si estende dalla Puglia al Monferrato.
Bianca crede a questo incontro di ogni sera, e non si domanda neppure se veramente l'imperatore sia là, se per caso qualche impegno di Stato
non lo trattenga nelle stanze severe e fredde del castello o una caccia lo trascini per i boschi del Vulture, o perché no?
un amore cortigiano lo seppellisca tra le sete di un'alcova.
La proposizione "se veramente l'imperatore sia là" (evidenziata nella porzione di testo riportata) è:
un'interrogativa diretta
3. A03.
Gli occhi dell'imperatore
Sono azzurri, intensi, lontani.Laggiù, in terra di Puglia, guardano dagli spalti del castello verso settentrione,
e la luce che emanano è richiamo d'amore e insieme comando. Occhi di imperatore: anche il segnale del cuore diventa imperativo in essi:
dolce e voluttuoso, non ammette esitazioni.Bianca, in piedi tra i merli della torre ghibellina, guarda verso il meridione, nell'ora del tramonto,
quando il sole valica il confine dell'orizzonte e copre il cielo di veli dorati. È il loro appuntamento di ogni sera, il loro incontro.
Sull'onda dello sguardo la tensione d'amore unisce le loro menti, varcando i colli boscosi del Monferrato macchiati di vigne, i picchi di Appennino,
le calde pianure del Tavoliere, e monti e valli, città turrite e umili villaggi, e tutto il vario mondo che si estende dalla Puglia al Monferrato.
Bianca crede a questo incontro di ogni sera, e non si domanda neppure se veramente l'imperatore sia là, se per caso qualche impegno di Stato
non lo trattenga nelle stanze severe e fredde del castello o una caccia lo trascini per i boschi del Vulture, o perché no?
un amore cortigiano lo seppellisca tra le sete di un'alcova.
Individua quale delle seguenti espressioni (evidenziate nel testo)
è usata in senso letterale, non figurato.
Deduci la risposta dal contesto
vario mondo
4. A04.
Verifica le seguenti affermazioni, relative a parole che hai letto nel testo in precedenza,
seleziona Vero oppure Falso per ogni affermazione di seguito riportata:
5. A05.
Sono azzurri, intensi, lontani.Laggiù, in terra di Puglia, guardano dagli spalti del castello verso settentrione,
e la luce che emanano è richiamo d'amore e insieme comando. Occhi di imperatore: anche il segnale del cuore diventa imperativo in essi:
dolce e voluttuoso, non ammette esitazioni.Bianca, in piedi tra i merli della torre ghibellina, guarda verso il meridione, nell'ora del tramonto,
quando il sole valica il confine dell'orizzonte e copre il cielo di veli dorati. È il loro appuntamento di ogni sera, il loro incontro.
Sull'onda dello sguardo la tensione d'amore unisce le loro menti, varcando i colli boscosi del Monferrato macchiati di vigne, i picchi di Appennino,
le calde pianure del Tavoliere, e monti e valli, città turrite e umili villaggi, e tutto il vario mondo che si estende dalla Puglia al Monferrato.
Bianca crede a questo incontro di ogni sera, e non si domanda neppure se veramente l'imperatore sia là, se per caso qualche impegno di Stato
non lo trattenga nelle stanze severe e fredde del castello o una caccia lo trascini per i boschi del Vulture, o perché no?
un amore cortigiano lo seppellisca tra le sete di un'alcova.
A quale categoria lessicale appartiene la parola "no" evidenziata nel testo?
Avverbi
6. A06.
Ti vengono fornite quattro coppie di parole, la seconda delle quali è tratta dal testo.
Stabilisci se la seconda è legata alla prima da un meccanismo di flessione o di derivazione.
7. A07.

Stabilisci se i seguenti avverbi e locuzioni avverbiali, sono di tempo o di luogo
8. A08.
Bianca crede a questo incontro di ogni sera, e non si domanda neppure se veramente l'imperatore sia là, se per caso qualche impegno di Stato non lo trattenga nelle stanze severe e fredde del castello o una caccia lo trascini per i boschi del Vulture, o perché no? un amore cortigiano lo seppellisca tra le sete di un'alcova. Bianca non si chiede nulla, non vuole pensare né immaginare nulla.
L'imperatore ha detto che sarebbe stato per tutta la vita, fino alla morte. E il suo sguardo esprimeva, insieme alla supplica amorosa, l'imperio che mai si disgiunge da tutto ciò che vuole un animo grande.
Ma c'erano i giorni di pioggia, i lunghi inverni settentrionali, con le nebbie e il gelo, i giorni senza luce e senza tramonto. Era difficile, allora, per Bianca spingere lo sguardo oltre i merli della torre, varcare col pensiero quella distanza infinita. Era difficile riuscire a credere, tener fede al giuramento con cui aveva risposto al giuramento dell'imperatore.
"Un giorno verrò a prenderti, – aveva detto l'imperatore, – o manderò qualcuno per condurti a me". Lo aveva detto lì su quella torre, prima di partire dal castello di Agliano, tanti anni prima. Quanti? Bianca guardò il suo ragazzo. Sedici anni prima, era stato.
Sedici anni. E lei attendeva ancora che venisse a prenderla. Sapeva che sarebbe venuto, o avrebbe mandato qualcuno. Veniva talvolta un messaggero dell'imperatore, di solito un cavaliere tedesco che parlava una strana lingua, metà italiana metà straniera. Si fermava per recare uno scritto dell'imperatore e ripartiva verso settentrione. Accennava con la mano
per indicare una terra lontana, e Bianca seguiva il suo segno, e pensava che l'imperatore invece stava dall'altra parte, verso il meridione.
Distingui la funzione che ha "per" nelle frasi sopra evidenziate
tratte dal testo che hai letto in precedenza.
9. A09.
Ma c'erano i giorni di pioggia, i lunghi inverni settentrionali, con le nebbie e il gelo, i giorni senza luce e senza tramonto.
Era difficile, allora, per Bianca spingere lo sguardo oltre i merli della torre, varcare col pensiero quella distanza infinita.
Era difficile riuscire a credere, tener fede al giuramento con cui aveva risposto al giuramento dell'imperatore."Un giorno verrò a prenderti,
– aveva detto l'imperatore, – o manderò qualcuno per condurti a me".
Che funzione logica svolgono le parole:
"spingere", "varcare", "riuscire", "tener" (evidenziate nel testo)?
10. A10.
L'imperatore ha detto che sarebbe stato per tutta la vita, fino alla morte. E il suo sguardo esprimeva, insieme alla supplica amorosa, l'imperio che mai si disgiunge da tutto ciò che vuole un animo grande.
Ma c'erano i giorni di pioggia, i lunghi inverni settentrionali, con le nebbie e il gelo, i giorni senza luce e senza tramonto. Era difficile, allora, per Bianca spingere lo sguardo oltre i merli della torre, varcare col pensiero quella distanza infinita. Era difficile riuscire a credere, tener fede al giuramento con cui aveva risposto al giuramento dell'imperatore.
"Un giorno verrò a prenderti, – aveva detto l'imperatore, – o manderò qualcuno per condurti a me". Lo aveva detto lì su quella torre, prima di partire dal castello di Agliano, tanti anni prima. Quanti? Bianca guardò il suo ragazzo. Sedici anni prima, era stato.
Sedici anni. E lei attendeva ancora che venisse a prenderla. Sapeva che sarebbe venuto, o avrebbe mandato qualcuno. Veniva talvolta un messaggero dell'imperatore, di solito un cavaliere tedesco che parlava una strana lingua, metà italiana metà straniera. Si fermava per recare uno scritto dell'imperatore e ripartiva verso settentrione. Accennava con la mano
per indicare una terra lontana, e Bianca seguiva il suo segno, e pensava che l'imperatore invece stava dall'altra parte, verso il meridione.
– Male, male, – diceva il cavaliere, – male che l'imperatore stia laggiù, in Puglia e in Sicilia: la sua terra è la Germania.
Bianca ascoltava in silenzio, e pensava che anche quella era la sua terra, perché vi era nato.
– I signori tedeschi attendono il loro imperatore, – continuava il cavaliere, – è il loro signore.
Bianca guardò in viso il cavaliere e disse: – Anche io lo attendo.
Indica se la serie di proposizioni (evidenziate nel testo) introdotte da "che": sono oggettive o soggettive.
11. A11.

Nelle frasi seguenti, inserisci negli spazi i segni di interpunzione corretti, scegliendoli fra quelli proposti.
12. A12.
Con l’accento o senza? Elimina il monosillabo sbagliato

Seleziona 1 oppure 2 per ogni affermazione
di seguito riportata per indicare il monosillabo corretto:
13. A13.
Nelle seguenti coppie di parole indica la parola accentata in modo corretto.

1) sàlubre / salùbre 2) persuadère / persuàdere 3) allùce / àlluce 4) ignifùgo / ignìfugo 5) gratùito / gratuìto
14. A14.
Nelle seguenti parole indica se sulle vocali e ed o va posto l’accento grave (è, ò) oppure quello acuto ( é, ó )
A - persona
B - zona
C - ciclope
D - coperchio
E - sede
20. A20.

Raggruppa gli aggettivi elencati, secondo il tipo di alterazione.
22. A22.

In ogni frase vedi la parola LA o LA'.
Scrivi se si tratta dell'articolo determinativo LA, del pronome personale LA oppure dell'avverbio di luogo LA'
23. A23.
Indica la funzione delle parole tra parentesi nelle seguenti frasi, scegliendola tra quelle proposte.
24. A24.

Nelle seguenti frasi individua ed evidenzia gli aggettivi che hanno funzione di attributo (ATTR), quelli che hanno funzione
di nome del predicato (NP) e quelli che costituiscono un complemento predicativo del soggetto (CPS)
(attezione alcune frasi contengono piu' elementi!)
25. A25.

Raggruppa le forme verbali elencate in tre gruppi:
predicati verbali di forma attiva (PVA),
predicati verbale di forma passiva (PVP)
e predicati nominali (PN).
PN= , , ero stanco, è matura, fu incerto, , sono obbedienti, aremmo felici, / PV ATT= , essendo chiamato, essere rientrato, sarebbe morto, siamo sopravvissuti, sei sparito, , , è cresciuto, sono caduto / PV PASS= sarò sconfitto, , era lasciato, è accompagnato, sono stato promosso, fu udito, , sarete sfidati