1. A01.
Leggi il seguente testo e poi rispondi alle domande
AMBRA E MAGNETITE
La Terra era un disco piatto che galleggiava su una distesa d’acqua senza fine. E l’acqua era il principio unico di tutto l’universo, l’elemento da cui traevano origine la materia e la vita. Nel cielo, più vicini alle cose divine che a quelle umane, giravano il Sole, la Luna, i pianeti, le stelle.
Ma le loro rivoluzioni obbedivano a ritmi ormai conosciuti, tanto che i sapienti erano in grado di calcolarne le posizioni e di prevedere le eclissi.
Queste erano le conoscenze dell’Universo nel VI secolo a.C., quando il filosofo greco Talete di Mileto, uno dei sapienti che avevano contribuito a elaborarle, cominciò a ragionare sulle misteriose forze attrattive tipiche di alcune sostanze naturali.
Da tempo immemorabile erano note le proprietà dell’ambra, una resina fossile che affiora in molte località della terra assieme ai resti carbonizzati di antiche foreste.
In molti avevano notato che, se si prende un pezzetto di questa sostanza e lo si strofina su un panno di lana, essa acquista la capacità di attrarre granelli di polvere, pagliuzze e altro materiale leggero.
Un’altra sostanza naturale, la magnetite, un minerale scuro e pesante che si trova in prossimità dei giacimenti di ferro, sbalordiva per la sua capacità di attirare frammenti di ferro e altri metalli. Si raccontava che le punte ferrate dei bastoni dei pastori della Magnesia, località ricca di affioramenti del prodigioso minerale, restassero addirittura attaccate al terreno.
Di che natura erano, si chiese Talete, le forze responsabili di questi due fenomeni? Talete, ai suoi tempi, era considerato il più autorevole dei Sette Sapienti della Grecia. Gli storici moderni lo reputano il fondatore della filosofia e della scienza occidentali, il primo che abbia tentato di formulare una teoria unitaria dell’Universo e della materia.
La sua concezione del mondo, tuttavia, abbondava di elementi soprannaturali. La spiegazione che il filosofo diede delle proprietà dell’ambra e della magnetite fu di carattere magico. Talete pensò che ambra e magnetite avessero una specie di anima e che questa esercitasse un potere attrattivo. La strada delle speculazioni scientifiche era, comunque, aperta.
Altri filosofi greci successivi a Talete, per esempio quelli appartenenti alla scuola degli atomisti, attribuirono le attrazioni all’effetto di un fluido capace di trasferirsi da un oggetto all’altro: una spiegazione ancora approssimativa, ma molto vicino alla realtà.
Perché l’autore inizia il secondo capoverso (evidenziato nel testo)
con la congiunzione “ma”?
2. A02.
AMBRA E MAGNETITE
La Terra era un disco piatto che galleggiava su una distesa d’acqua senza fine. E l’acqua era il principio unico di tutto l’universo, l’elemento da cui traevano origine la materia e la vita. Nel cielo, più vicini alle cose divine che a quelle umane, giravano il Sole, la Luna, i pianeti, le stelle.
Ma le loro rivoluzioni obbedivano a ritmi ormai conosciuti, tanto che i sapienti erano in grado di calcolarne le posizioni e di prevedere le eclissi.
Queste erano le conoscenze dell’Universo nel VI secolo a.C., quando il filosofo greco Talete di Mileto, uno dei sapienti che avevano contribuito a elaborarle, cominciò a ragionare sulle misteriose forze attrattive tipiche di alcune sostanze naturali.
Da tempo immemorabile erano note le proprietà dell’ambra, una resina fossile che affiora in molte località della terra assieme ai resti carbonizzati di antiche foreste.
In molti avevano notato che, se si prende un pezzetto di questa sostanza e lo si strofina su un panno di lana, essa acquista la capacità di attrarre granelli di polvere, pagliuzze e altro materiale leggero.
Un’altra sostanza naturale, la magnetite, un minerale scuro e pesante che si trova in prossimità dei giacimenti di ferro, sbalordiva per la sua capacità di attirare frammenti di ferro e altri metalli. Si raccontava che le punte ferrate dei bastoni dei pastori della Magnesia, località ricca di affioramenti del prodigioso minerale, restassero addirittura attaccate al terreno.
Di che natura erano, si chiese Talete, le forze responsabili di questi due fenomeni? Talete, ai suoi tempi, era considerato il più autorevole dei Sette Sapienti della Grecia. Gli storici moderni lo reputano il fondatore della filosofia e della scienza occidentali, il primo che abbia tentato di formulare una teoria unitaria dell’Universo e della materia.
La sua concezione del mondo, tuttavia, abbondava di elementi soprannaturali. La spiegazione che il filosofo diede delle proprietà dell’ambra e della magnetite fu di carattere magico. Talete pensò che ambra e magnetite avessero una specie di anima e che questa esercitasse un potere attrattivo. La strada delle speculazioni scientifiche era, comunque, aperta.
Altri filosofi greci successivi a Talete, per esempio quelli appartenenti alla scuola degli atomisti, attribuirono le attrazioni all’effetto di un fluido capace di trasferirsi da un oggetto all’altro: una spiegazione ancora approssimativa, ma molto vicino alla realtà.
Nella parola evidenziata nel testo il pronome “le”, contenuto in “elaborarle”, a quale parola dello stesso capoverso si riferisce?
3. A03.
AMBRA E MAGNETITE
La Terra era un disco piatto che galleggiava su una distesa d’acqua senza fine. E l’acqua era il principio unico di tutto l’universo, l’elemento da cui traevano origine la materia e la vita. Nel cielo, più vicini alle cose divine che a quelle umane, giravano il Sole, la Luna, i pianeti, le stelle.
Ma le loro rivoluzioni obbedivano a ritmi ormai conosciuti, tanto che i sapienti erano in grado di calcolarne le posizioni e di prevedere le eclissi.
Queste erano le conoscenze dell’Universo nel VI secolo a.C., quando il filosofo greco Talete di Mileto, uno dei sapienti che avevano contribuito a elaborarle, cominciò a ragionare sulle misteriose forze attrattive tipiche di alcune sostanze naturali.
Da tempo immemorabile erano note le proprietà dell’ambra, una resina fossile che affiora in molte località della terra assieme ai resti carbonizzati di antiche foreste.
In molti avevano notato che, se si prende un pezzetto di questa sostanza e lo si strofina su un panno di lana, essa acquista la capacità di attrarre granelli di polvere, pagliuzze e altro materiale leggero.
Un’altra sostanza naturale, la magnetite, un minerale scuro e pesante che si trova in prossimità dei giacimenti di ferro, sbalordiva per la sua capacità di attirare frammenti di ferro e altri metalli. Si raccontava che le punte ferrate dei bastoni dei pastori della Magnesia, località ricca di affioramenti del prodigioso minerale, restassero addirittura attaccate al terreno.
Di che natura erano, si chiese Talete, le forze responsabili di questi due fenomeni? Talete, ai suoi tempi, era considerato il più autorevole dei Sette Sapienti della Grecia. Gli storici moderni lo reputano il fondatore della filosofia e della scienza occidentali, il primo che abbia tentato di formulare una teoria unitaria dell’Universo e della materia.
La sua concezione del mondo, tuttavia, abbondava di elementi soprannaturali. La spiegazione che il filosofo diede delle proprietà dell’ambra e della magnetite fu di carattere magico. Talete pensò che ambra e magnetite avessero una specie di anima e che questa esercitasse un potere attrattivo. La strada delle speculazioni scientifiche era, comunque, aperta.
Altri filosofi greci successivi a Talete, per esempio quelli appartenenti alla scuola degli atomisti, attribuirono le attrazioni all’effetto di un fluido capace di trasferirsi da un oggetto all’altro: una spiegazione ancora approssimativa, ma molto vicino alla realtà.
Scrivi il verbo che corrisponde all’azione esercitata sia dall’ambra che dalla magnetite.
4. A04.
AMBRA E MAGNETITE
La Terra era un disco piatto che galleggiava su una distesa d’acqua senza fine. E l’acqua era il principio unico di tutto l’universo, l’elemento da cui traevano origine la materia e la vita. Nel cielo, più vicini alle cose divine che a quelle umane, giravano il Sole, la Luna, i pianeti, le stelle.
Ma le loro rivoluzioni obbedivano a ritmi ormai conosciuti, tanto che i sapienti erano in grado di calcolarne le posizioni e di prevedere le eclissi.
Queste erano le conoscenze dell’Universo nel VI secolo a.C., quando il filosofo greco Talete di Mileto, uno dei sapienti che avevano contribuito a elaborarle, cominciò a ragionare sulle misteriose forze attrattive tipiche di alcune sostanze naturali.
Da tempo immemorabile erano note le proprietà dell’ambra, una resina fossile che affiora in molte località della terra assieme ai resti carbonizzati di antiche foreste.
In molti avevano notato che, se si prende un pezzetto di questa sostanza e lo si strofina su un panno di lana, essa acquista la capacità di attrarre granelli di polvere, pagliuzze e altro materiale leggero.
Un’altra sostanza naturale, la magnetite, un minerale scuro e pesante che si trova in prossimità dei giacimenti di ferro, sbalordiva per la sua capacità di attirare frammenti di ferro e altri metalli. Si raccontava che le punte ferrate dei bastoni dei pastori della Magnesia, località ricca di affioramenti del prodigioso minerale, restassero addirittura attaccate al terreno.
Di che natura erano, si chiese Talete, le forze responsabili di questi due fenomeni? Talete, ai suoi tempi, era considerato il più autorevole dei Sette Sapienti della Grecia. Gli storici moderni lo reputano il fondatore della filosofia e della scienza occidentali, il primo che abbia tentato di formulare una teoria unitaria dell’Universo e della materia.
La sua concezione del mondo, tuttavia, abbondava di elementi soprannaturali. La spiegazione che il filosofo diede delle proprietà dell’ambra e della magnetite fu di carattere magico. Talete pensò che ambra e magnetite avessero una specie di anima e che questa esercitasse un potere attrattivo. La strada delle speculazioni scientifiche era, comunque, aperta.
Altri filosofi greci successivi a Talete, per esempio quelli appartenenti alla scuola degli atomisti, attribuirono le attrazioni all’effetto di un fluido capace di trasferirsi da un oggetto all’altro: una spiegazione ancora approssimativa, ma molto vicino alla realtà.
Gli ultimi due capoversi richiamano le spiegazioni delle proprietà dell’ambra e della magnetite date da Talete e dagli atomisti.
A che cosa veniva attribuito il loro potere? Scrivi, le due parole chiave della spiegazione dell’uno e degli altri.
5. A05.
AMBRA E MAGNETITE
La Terra era un disco piatto che galleggiava su una distesa d’acqua senza fine. E l’acqua era il principio unico di tutto l’universo, l’elemento da cui traevano origine la materia e la vita. Nel cielo, più vicini alle cose divine che a quelle umane, giravano il Sole, la Luna, i pianeti, le stelle.
Ma le loro rivoluzioni obbedivano a ritmi ormai conosciuti, tanto che i sapienti erano in grado di calcolarne le posizioni e di prevedere le eclissi.
Queste erano le conoscenze dell’Universo nel VI secolo a.C., quando il filosofo greco Talete di Mileto, uno dei sapienti che avevano contribuito a elaborarle, cominciò a ragionare sulle misteriose forze attrattive tipiche di alcune sostanze naturali.
Da tempo immemorabile erano note le proprietà dell’ambra, una resina fossile che affiora in molte località della terra assieme ai resti carbonizzati di antiche foreste.
In molti avevano notato che, se si prende un pezzetto di questa sostanza e lo si strofina su un panno di lana, essa acquista la capacità di attrarre granelli di polvere, pagliuzze e altro materiale leggero.
Un’altra sostanza naturale, la magnetite, un minerale scuro e pesante che si trova in prossimità dei giacimenti di ferro, sbalordiva per la sua capacità di attirare frammenti di ferro e altri metalli. Si raccontava che le punte ferrate dei bastoni dei pastori della Magnesia, località ricca di affioramenti del prodigioso minerale, restassero addirittura attaccate al terreno.
Di che natura erano, si chiese Talete, le forze responsabili di questi due fenomeni? Talete, ai suoi tempi, era considerato il più autorevole dei Sette Sapienti della Grecia. Gli storici moderni lo reputano il fondatore della filosofia e della scienza occidentali, il primo che abbia tentato di formulare una teoria unitaria dell’Universo e della materia.
La sua concezione del mondo, tuttavia, abbondava di elementi soprannaturali. La spiegazione che il filosofo diede delle proprietà dell’ambra e della magnetite fu di carattere magico. Talete pensò che ambra e magnetite avessero una specie di anima e che questa esercitasse un potere attrattivo. La strada delle speculazioni scientifiche era, comunque, aperta.
Altri filosofi greci successivi a Talete, per esempio quelli appartenenti alla scuola degli atomisti, attribuirono le attrazioni all’effetto di un fluido capace di trasferirsi da un oggetto all’altro: una spiegazione ancora approssimativa, ma molto vicino alla realtà.
Completa il brano che segue, tenendo conto di quanto detto nel testo.
Scegli tra i quattro termini elencati, la parola appropriata.
Dall’epoca in cui visse Talete la scienza ha conosciuto un eccezionale sviluppo
e le ingenue ________ dei suoi tempi sono state del tutto superate
6. A06.
AMBRA E MAGNETITE
La Terra era un disco piatto che galleggiava su una distesa d’acqua senza fine. E l’acqua era il principio unico di tutto l’universo, l’elemento da cui traevano origine la materia e la vita. Nel cielo, più vicini alle cose divine che a quelle umane, giravano il Sole, la Luna, i pianeti, le stelle.
Ma le loro rivoluzioni obbedivano a ritmi ormai conosciuti, tanto che i sapienti erano in grado di calcolarne le posizioni e di prevedere le eclissi.
Queste erano le conoscenze dell’Universo nel VI secolo a.C., quando il filosofo greco Talete di Mileto, uno dei sapienti che avevano contribuito a elaborarle, cominciò a ragionare sulle misteriose forze attrattive tipiche di alcune sostanze naturali.
Da tempo immemorabile erano note le proprietà dell’ambra, una resina fossile che affiora in molte località della terra assieme ai resti carbonizzati di antiche foreste.
In molti avevano notato che, se si prende un pezzetto di questa sostanza e lo si strofina su un panno di lana, essa acquista la capacità di attrarre granelli di polvere, pagliuzze e altro materiale leggero.
Un’altra sostanza naturale, la magnetite, un minerale scuro e pesante che si trova in prossimità dei giacimenti di ferro, sbalordiva per la sua capacità di attirare frammenti di ferro e altri metalli. Si raccontava che le punte ferrate dei bastoni dei pastori della Magnesia, località ricca di affioramenti del prodigioso minerale, restassero addirittura attaccate al terreno.
Di che natura erano, si chiese Talete, le forze responsabili di questi due fenomeni? Talete, ai suoi tempi, era considerato il più autorevole dei Sette Sapienti della Grecia. Gli storici moderni lo reputano il fondatore della filosofia e della scienza occidentali, il primo che abbia tentato di formulare una teoria unitaria dell’Universo e della materia.
La sua concezione del mondo, tuttavia, abbondava di elementi soprannaturali. La spiegazione che il filosofo diede delle proprietà dell’ambra e della magnetite fu di carattere magico. Talete pensò che ambra e magnetite avessero una specie di anima e che questa esercitasse un potere attrattivo. La strada delle speculazioni scientifiche era, comunque, aperta.
Altri filosofi greci successivi a Talete, per esempio quelli appartenenti alla scuola degli atomisti, attribuirono le attrazioni all’effetto di un fluido capace di trasferirsi da un oggetto all’altro: una spiegazione ancora approssimativa, ma molto vicino alla realtà.
Completa il brano che segue, tenendo conto di quanto detto nel testo.
Scegli tra le sei proposte elencate, le due parole appropriate.
Un termine composito direttamente derivato dalle due parole, ________– in greco elektron – e magnetite, c
on cui erano designate le due sostanze tanto sorprendenti agli occhi del filosofo di Mileto e dei suoi ________
7. B01.
Completa le frasi che seguono con il quantificatore adatto.
Scegli l'aggettivo (rispettando le regole di concordanza).
Attenzione: due aggettivi sono in più.
15. C02.
Nel giardino
Discendi dal gran viale
e ti sovrasta un cielo
azzurro estivo. Una nuvola
bianca di lini rinfresca
la canicola al tuo arrivo.
Ci sediamo sulla solita panchina.
Poi d'un tratto un soffio di vento
e la tua paglia comincia a turbinare.
L'afferri, ti risiedi.
L'ala del grande pino marino
come vela spiegata ci trascina.
Vorremmo bordeggiare
da questo litorale tutta la costiera,
giungere in un duetto di nomi, di ricordi
fino a Nervi. Ma il sole già declina,
diffonde il suo lucore in raggi obliqui,
dispare, torna, e la memoria di sere
uguali raddoppia gli orizzonti,
traduce in altri giorni
quel momento fugace che scompare.
Ora anche il vento tace.

Il testo è ambientato in estate: trova il sostantivo all'inizio del testo
che si riferisce al calore estivo.
18. C05.
Nel giardino
Discendi dal gran viale
e ti sovrasta un cielo
azzurro estivo. Una nuvola
bianca di lini rinfresca
la canicola al tuo arrivo.
Ci sediamo sulla solita panchina.
Poi d'un tratto un soffio di vento
e la tua paglia comincia a turbinare.
L'afferri, ti risiedi.
L'ala del grande pino marino
come vela spiegata ci trascina.
Vorremmo bordeggiare
da questo litorale tutta la costiera,
giungere in un duetto di nomi, di ricordi
fino a Nervi. Ma il sole già declina,
diffonde il suo lucore in raggi obliqui,
dispare, torna, e la memoria di sere
uguali raddoppia gli orizzonti,
traduce in altri giorni
quel momento fugace che scompare.
Ora anche il vento tace.
La "tua paglia" è una metonimia, cioè una figura retorica
che associa due elementi legati per qualità, in questo caso
indica la materia intendendo l'oggetto fatto con quella materia.
L'oggetto sottinteso è:
20. C07.
La poesia ha un andamento piuttosto narrativo.
Metti in ordine logico le azioni dalla A alla G:
24. D01.
Specifica se le subordinate presenti nei seguenti periodi sono di forma esplicita o di forma implicita:
36. D13.

Indica se la parole evidenziate nelle seguenti frasi sono utilizzate in
senso proprio, cioè denotativo, oppure in senso figurato, cioè connotativo.
37. D14.
Classifica i complementi (introdotti dalla preposizione TRA) nelle seguenti frasi,
Iindicando una di queste opzioni: partitivo, rapporto, stato in luogo, moto per luogo.
38. D15.
Nelle seguenti frasi indica le parole che non hanno un accento proprio e per la pronuncia
si appoggiano sempre alla parola che le precede (enclitiche) o a quella che segue (proclitiche)